Amministrazione digitale, aperta e intelligente

La Persona al centro:formazione e aggiornamento continuo

Promozione di programmi formativi mirati (occorre prima fare una seria e rigorosa analisi dei bisogni formativi) a ridurre/eliminare il digital divide e il cultural divide (sottovalutato) all’interno delle Pubbliche Amministrazioni; investire su formazione mirata e qualificazione dei dipendenti pubblici. La FORMAZIONE è (da sempre) strategica, ancor di più dentro le organizzazioni complesse. L’interdipendenza e la complessità dei sistemi richiedono, non soltanto competenze tecniche e/o digitali, ma anche, e soprattutto, grandi capacità di individuare e saper riconoscere le connessioni esistenti tra i differenti livelli di analisi, per poi poter valutare e decidere, pur in contesti di “razionalità limitata”. Per non parlare delle cosiddette "competenze trasversali"...Come sostengo, ormai da tanti anni, fattore tecnologico e fattore giuridico sono condizioni necessarie ma non sufficienti per organizzazioni che puntano sull'efficienza di sistemi e procedure. Il capitale umano e relazionale di un'organizzazione è la variabile strategica in grado di fare la differenza. L'efficienza dei comportamenti e delle azioni organizzative è la "forma" più potente di comunicazione (quella che amo chiamare la "comunicazione del fare"). I percorsi dell'innovazione e del cambiamento sono percorsi complessi che, in futuro, saranno ancor più complicati se si continueranno a definire strategie fondate proprio sulla credenza errata che “fattore tecnologico” e “fattore giuridico”, oltre ad essere le uniche “variabili” in grado di assicurare ai sistemi efficienza ed efficacia, garantiscano in sé e per sé innovazione sociale e culturale (mutamento). Un discorso che riguarda da vicino anche la poca considerazione di cui godono “variabili” strategiche come, appunto, il capitale umano e sociale e la qualità delle relazioni nelle organizzazioni: ma si pensi anche agli stessi concetti di benessere organizzativo, di social organization; alla valenza strategica della condivisione della conoscenza e del “sapere condiviso” (2003); si pensi all’importanza dei “climi organizzativi” e/o della gestione delle risorse umane etc. Sono “variabili” complesse, spesso sottovalutate e un'Amministrazione che intende essere concretamente "aperta" e "intelligente" non può prescindere dalla qualità del "suo" capitale umano

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